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By Carlo Lottieri

Un’istituzione quale lo Stato moderno, che fin dai suoi primi passi si è autorappresentata quale sovrana e interprete di un potere assoluto (libero da ogni vincolo), è del tutto incomprensibile se non si coglie il legame che da sempre essa intrattiene con l. a. teologia. Dal momento che pretende obbedienza e rivendica un controllo monopolistico della forza sul territorio, lo Stato intreccia insomma questioni istituzionali e religiose: prima rivendicando una legittimazione di carattere sacrale e utilizzando los angeles religione quale instrumentum regni, poi prospettandosi come alternativa metafisica e fonte autentica di ogni possibile salvezza e, infine, interpretando il venir meno di ogni trascendenza e il trionfo dello strumentalismo.
Il presente quantity, che evoca un gran numero di questioni e autori senza avere l. a. presunzione di individuare una soluzione definitiva a dibattiti tanto complessi, traccia un percorso volto a chiedersi se si possa davvero aver fede nello Stato, facendone
il senso ultimo della nostra esistenza, e prestar fede a quanto affermano gli ideologi schierati a sua difesa. Il tema della
teologia politica e quello della dissimulazione – dello Stato quale fonte di occultamento della realtà – sono d’altro canto strettamente legati, dato che l’aperta sfida che il potere moderno ha lanciato alle
confessioni religiose propriamente dette lo ha costretto a moltiplicare le falsificazioni e gli inganni.

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Ma è certamente con Agostino che il concetto di auctoritas acquista una dimensione più propriamente cristiana. Nel vescovo di Ippona vi è un’attenta riflessione sul rapporto tra auctoritas scritturale e ratio umana, dove la seconda è subordinata alla prima, ma al tempo stesso resta uno strumento di fondamentale utilità per capire ciò a cui la Rivelazione ci chiede di credere47. In questa fase della storia europea la tensione tra dimensione civile e dimensione religiosa (tra la città di Dio e la città degli uomini) è ancora molto viva, dato che i cristiani vivono nel mondo nella convinzione di non essere per il mondo.

Nel vescovo di Ippona vi è un’attenta riflessione sul rapporto tra auctoritas scritturale e ratio umana, dove la seconda è subordinata alla prima, ma al tempo stesso resta uno strumento di fondamentale utilità per capire ciò a cui la Rivelazione ci chiede di credere47. In questa fase della storia europea la tensione tra dimensione civile e dimensione religiosa (tra la città di Dio e la città degli uomini) è ancora molto viva, dato che i cristiani vivono nel mondo nella convinzione di non essere per il mondo.

1. Per un’introduzione ai temi della teoria detta liberale classica o libertaria, mi permetto di rinviare a: C. LOTTIERI, Il pensiero libertario contemporaneo. Tesi e controversie sulla filosofia, sul diritto e sul mercato, liberilibri, Macerata 2001. 2. L’aggettivo repubblicano qui è usato in rapporto a quella tradizione di pensiero che ha anteposto la dimensione collettiva e civile su quella individuale e privata, nell’obiettivo di offrire un’alternativa radicale alla prospettiva liberale classica.

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